In questo studio vediamo, secondo le scritture ebraiche, Yokhannan ben Zakkai profetizzare e compiere tutto quello che nel Nuovo Testamento viene attribuito a Giovanni figlio di Zaccaria ( detto il battista) e Gesù.
Avot D'Rabbi Natan 4: 5
Ecco, dice: "Poiché desidero il bene, non il sacrificio; L'obbedienza a Dio, piuttosto che bruciata offerte "(Osea 6: 6). Fin dall'inizio, il mondo è stato creato solo con gentilezza, come dice:" Dichiaro, "Il tuo amore costante è confermato per sempre; là nei cieli stabilisci la tua fedeltà". (Salmi 89: 3). Una volta, il rabban Yochanan ben Zakkai era fuori a Gerusalemme e il rabbino Joshua stava camminando dietro di lui e vide che il tempio era stato distrutto. Disse: "Guai a noi per ciò che fu distrutto! Il luogo che espiò tutti i peccati di Israele. Il rabbano Yochanan ben Zakkai gli disse:" Figlio mio, non essere rattristato. Abbiamo una forma di espiazione simile a quella, e quale è? Atti di amorevole benignità ( Gemilut Chasadim), come dice: "Poiché desidero la bontà, non il sacrificio; L'obbedienza a Dio, piuttosto che le offerte bruciate" (Osea 6: 6), e non i sacrifici ... e quali atti di gentilezza sono questi? Quelli di preparare una sposa e la rallegra, accompagnare i morti, dare i soldi ai poveri e pregare tre volte al giorno.
IN MATTEO CAP. 12, TROVIAMO LO STESSO CONTENUTO DI OSEA PROFERITO DA YOKHANNAN BEN ZAKKAI, MA VIENE MESSO IN BOCCA A GESÙ:
-6Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. 7Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa.
Sostanzialmente il messaggio è anche pressoché simile a quello di Giovanni il Battista, infatti egli invitava il suo popolino al suo battessimo di conversione per poi conseguire ad una condotta di vita migliore, senza l'ausilio dei sacrifici per ottenere il perdono dei peccati.
GIOVANNI PROFETIZZA LA VENUTA DEL MESSIA
Secondo i Vangeli, poco prima di morire, Giovanni profetizzò l'avvento del Messia di nome Gesù, tuttavia nelle scritture ebraiche invece, risulta che fu sempre Yokhannan ben Zakkai a profetizzare la venuta del Messia, infatti le sue ultime parole furono:
"Metti le navi fuori di casa, affinché non diventino impure, e prepari un trono per Ezechia, il re di Giuda, che sta arrivando".
Con questo riferimento enigmatico a Ezechia, Jokhannan intendeva chiaramente l'avvento del Messia, a cui stava pensando nei suoi ultimi momenti.
Per l'ebraismo era Ezechia il Messia tanto atteso, cosa che i Cristiani sapevano benissimo a tal punto da inventarsi l'Ascensione d'Isaia per insabbiare questa verità.
Infatti in quest'opera si parla delle visioni del profeta Isaia, che un giorno decise di raccontarle al re Ezechia.
In queste profezie Isaia spiegò al re Ezechia che un giorno sarebbe venuto un Messia di nome Gesù, per compiere in sostanza la redenzione finale profetizzata dalle scritture.
Sia ben chiaro che Ezechia, come ci aspetterebbe da un Messia, riuscì in vita a respingere con l'aiuto di Dio l'assedio degli Assiri, ma con l'Ascensione d'Isaia i cristiani cercarono d'Insabbiare il ritorno del re Messia Ezechia, sostituendolo con ( il fake ) Gesù.
LA PROFEZIA DELLA CADUTA DEL TEMPIO
Da questo momento in poi le scritture ebraiche attestano che fu sempre Yokhannan ben Zakkai a compiere sostanzialmente quello che il Nuovo Testamento attribuisce a Gesù:
Soncino Talmud
"I nostri rabbini insegnavano: Durante gli ultimi quarant'anni prima della distruzione del Tempio .. le porte degli Hekal si aprivano da sole, finché R. Johanan B. Zakkai li rimproverava dicendo: Hekal, Hekal, perché vuoi allarmarci (Predichi la tua stessa distruzione)? So di te che sarai distrutto, perché Zaccaria ben Ido ha già profetato riguardo a te: apri le tue porte, o Libano, affinché il fuoco possa divorare i tuoi cedri "(Soncino Talmud, Seder Mo'ed, vol. III Toma, pagina 186).
Come potete notare la profezia fu fatta sotto Ponzio Pilato da Yokhannan ben Zakkai, in un periodo dove I vangeli attestano la fine di Giovanni il Battista e l'inizio della vita pubblica di Gesù.
Secondo le scritture ebraiche fu sempre Yokhannan ben Zakkai a causare la distruzione di Gerusalemme e del suo Tempio, compiendo di fatto la vendetta promessa da Gesù nei Vangeli e oltre a ciò risulta che abbia profetizzato l'incoronazione a re di Vespasiano.
Nel Talmud Gittin 56 a e b inoltre viene attestato che anche Yokhannan ben Zakkai bloccò I riti sacrificali nel Tempio, morì in apparenza per poi risorgere e appaiono suoi discepoli e amici persone che nel Nuovo Testamento risultano discepoli e amici di Gesù ( i Gamaliel , Nicodemo, Lazzaro ben Hircanus, Anania ben Dosa, Onkelos detto anche Aquila…).
NOTE
Alcuni contenuti sono tratti dal sito www.anzarouth.com : Talmud Bavli, trattato Ghittin, traduzione a cura di Ralph Anzarouth
http://www.anzarouth.com/2008/08/talmud-ghittin-55-57.html
Altri contenuti vengono approfonditi nei dettagli andando sul Home del blog.
domenica 12 luglio 2020
domenica 5 luglio 2020
GEREMIA
Per chi non ama leggere, ho trovato il film completo del profeta Geremia:
https://www.raiplay.it/video/2018/07/La-Bibbia---Geremia-il-Profeta-782f1001-bf73-4d72-b0bd-56ea12576590.html
Perché vederlo?
Nella biografia di Geremia emergono dati presi in prestito dagli evangelisti per costruire la figura di Gesù e dai rabbini invece, per costruire la figura di Yokhannan ben Zakkai.
Soltanto dal film emergono questi dati in comune:
1) Profetizzò la caduta di Gerusalemme.
2) 'Purificò" il Tempio rovesciando una bancarella di Idoli.
3) Aveva un padre addetto ai sacrifici del Tempio ( come Zaccaria il padre di Giovanni).
4) Sospese i riti sacrificali.
5) Dio parlava attraverso lui.
6) Fu imprigionato.
7) Creò divisione a Gerusalemme istigando i giudei ad arrendersi al re di Babilonia.
8) Consigliò di pagare I tributi ai Babilonesi.
9) Insegnò una buona condotta anche aiutando i poveri e gli oppressi.
10) Come profeta e figlio del Padre ( bar Abba), fu lasciato libero, al contrario del Re dei Giudei.
https://www.raiplay.it/video/2018/07/La-Bibbia---Geremia-il-Profeta-782f1001-bf73-4d72-b0bd-56ea12576590.html
Perché vederlo?
Nella biografia di Geremia emergono dati presi in prestito dagli evangelisti per costruire la figura di Gesù e dai rabbini invece, per costruire la figura di Yokhannan ben Zakkai.
Soltanto dal film emergono questi dati in comune:
1) Profetizzò la caduta di Gerusalemme.
2) 'Purificò" il Tempio rovesciando una bancarella di Idoli.
3) Aveva un padre addetto ai sacrifici del Tempio ( come Zaccaria il padre di Giovanni).
4) Sospese i riti sacrificali.
5) Dio parlava attraverso lui.
6) Fu imprigionato.
7) Creò divisione a Gerusalemme istigando i giudei ad arrendersi al re di Babilonia.
8) Consigliò di pagare I tributi ai Babilonesi.
9) Insegnò una buona condotta anche aiutando i poveri e gli oppressi.
10) Come profeta e figlio del Padre ( bar Abba), fu lasciato libero, al contrario del Re dei Giudei.
venerdì 3 luglio 2020
LA PROFEZIA DELLA CADUTA DEL TEMPIO DI YOCHANNAN BEN ZAKKAI
Gesù è stato considerato un profeta dai cristiani perchè predisse la caduta del Tempio di Gerusalemme e secondo alcuni ne fu anche la causa della sua caduta, per punire tutti coloro che non l'avevano accettato come loro Re.
Questo è la morale di una storia tratta dalla biografia di Giovanni di Giscala, meglio conosciuto nelle fonti ebraiche con il nome di Yochannan ben Zakkai.
" nostri rabbini insegnavano: Durante gli ultimi quarant'anni prima della distruzione del Tempio .. le porte degli Hekal si aprivano da sole, finché R. Johanan B. Zakkai li rimproverava dicendo: Hekal, Hekal, perché vuoi allarmarci (predichi la tua stessa distruzione)? So di te che sarai distrutto, perché Zaccaria ben Ido ha già profetato riguardo a te: apri le tue porte, o Libano, affinché il fuoco possa divorare i tuoi cedri "
(Soncino Talmud, Seder Mo'ed, vol. III Toma, pagina 186)
Altra traduzione:
'' Disse Rabban Yohanan Ben Zakkai al Tempio, 'O Tempio, perché ci spaventi? Sappiamo che finirai distrutto. Perché è stato detto: 'Apri le tue porte, o Libano, affinché il fuoco divori i tuoi cedri' '' (Zaccaria 11: 1) '(Sota 6: 3), (Yoma 39b)
PRECISIAMO
1) ANCHE GESÙ FA LA STESSA PROFEZIA.
2) 40 ANNI PRIMA DELLA CADUTA DEL TEMPIO I CRISTIANI FANNO INCOMINCIARE LA VITA PUBBLICA DEL CRISTO.
Di seguito riporto il passo profetico ripreso da Yokhannan Zakkai (guardate anche la pagina seguente):
Si specifica che il pastore sarà pagato 30 sicli d'argento, quanto la paga di Giuda per consegnare il Cristo.
Proseguendo in Zac. cap 12 si parla del trafitto, come il Cristo sulla croce e come l'essenza del Signore trafitto da Tito sulla cortina del Tempio[1]:
10Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. 11In quel giorno grande sarà il lamento in Gerusalemme simile al lamento di Adad-Rimmòn nella pianura di Meghìddo. 12
Dagli stessi passi di Zaccaria, gli evangelisti attingono che IL CRISTO LASCIA LA GUIDA DELLE SUE PECORE A SIMONE DETTO PIETRO CON UN "PASCI LE MIE PECORE":
4Così parla il Signore mio Dio: "Pasci quelle pecore da macello 5che i compratori sgozzano impunemente, e i venditori dicono: Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito, e i pastori non se ne curano affatto. 6Neppur io perdonerò agli abitanti del paese. Oracolo del Signore. Ecco, io abbandonerò gli uomini l'uno in balìa dell'altro, in balìa del loro re, perché devastino il paese - non mi curerò di liberarli dalle loro mani".
Gli ebrei nel Talmud Gittin 56 a e b, prendono pari pari questo passo e lo fanno eseguire da Yokhannan ben Zakkai, che lascerà Gerusalemme e lascerà i suoi eguaci sotto la guida di Simone bar giora ( Abba Sikra o chiamato semplicemente ben Batiah), che alla fine sarà catturato, trasferito nel carcere Mamertino (dove la tradizione Cattolica vuole Simon Pietro) e infine giustiziato.
Altra traduzione:
'' Disse Rabban Yohanan Ben Zakkai al Tempio, 'O Tempio, perché ci spaventi? Sappiamo che finirai distrutto. Perché è stato detto: 'Apri le tue porte, o Libano, affinché il fuoco divori i tuoi cedri' '' (Zaccaria 11: 1) '(Sota 6: 3), (Yoma 39b)
PRECISIAMO
1) ANCHE GESÙ FA LA STESSA PROFEZIA.
2) 40 ANNI PRIMA DELLA CADUTA DEL TEMPIO I CRISTIANI FANNO INCOMINCIARE LA VITA PUBBLICA DEL CRISTO.
Di seguito riporto il passo profetico ripreso da Yokhannan Zakkai (guardate anche la pagina seguente):
Si specifica che il pastore sarà pagato 30 sicli d'argento, quanto la paga di Giuda per consegnare il Cristo.
Proseguendo in Zac. cap 12 si parla del trafitto, come il Cristo sulla croce e come l'essenza del Signore trafitto da Tito sulla cortina del Tempio[1]:
10Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. 11In quel giorno grande sarà il lamento in Gerusalemme simile al lamento di Adad-Rimmòn nella pianura di Meghìddo. 12
Dagli stessi passi di Zaccaria, gli evangelisti attingono che IL CRISTO LASCIA LA GUIDA DELLE SUE PECORE A SIMONE DETTO PIETRO CON UN "PASCI LE MIE PECORE":
4Così parla il Signore mio Dio: "Pasci quelle pecore da macello 5che i compratori sgozzano impunemente, e i venditori dicono: Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito, e i pastori non se ne curano affatto. 6Neppur io perdonerò agli abitanti del paese. Oracolo del Signore. Ecco, io abbandonerò gli uomini l'uno in balìa dell'altro, in balìa del loro re, perché devastino il paese - non mi curerò di liberarli dalle loro mani".
Gli ebrei nel Talmud Gittin 56 a e b, prendono pari pari questo passo e lo fanno eseguire da Yokhannan ben Zakkai, che lascerà Gerusalemme e lascerà i suoi eguaci sotto la guida di Simone bar giora ( Abba Sikra o chiamato semplicemente ben Batiah), che alla fine sarà catturato, trasferito nel carcere Mamertino (dove la tradizione Cattolica vuole Simon Pietro) e infine giustiziato.
E stando al Tamud Gittin 56 a e b il Tempio cadde a causa di Yochannan ben Zakkai aiutato da Dio:
E la Beraita dice: disse Rabbi Elazàr: "Vedi quant'è grande la forza della vergogna! Perché [a causa di quell'umiliazione] il Santo, benedetto Egli sia, ha aiutato Bar Kamtza [Yochannan ben Zakkai], ha distrutto la Sua casa ed ha bruciato il Suo palazzo!" [2]
Collegamenti:
mercoledì 1 luglio 2020
DANIELE E LA PROFEZIA DELLE 70 SETTIMANE
Parliamo di enormi sviste da parte di chi da anni studia l'origine del Cristianesimo.
Incominciamo a parlare della morte di Giacomo il minore, accaduta nel 62 d.C. e che mi risulta un'altra falsificazione storica fatta dai Cristiani.
Infatti se andiamo a vedere la profezia di Daniele delle 70 settimane/anni, una profezia tanto cara ai Cristiani, prima della distruzione del Tempio:
24Settanta settimane sono fissate
per il tuo popolo e per la tua santa città
per mettere fine all'empietà,
mettere i sigilli ai peccati,
espiare l'iniquità,
stabilire una giustizia eterna,
suggellare visione e profezia
e ungere il Santo dei Santi.
25Sappi e intendi bene:
da quando uscì la parola
sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme
fino a un principe consacrato,
vi saranno sette settimane.
Durante sessantadue settimane
saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,
e ciò in tempi angosciosi.
26Dopo sessantadue settimane,
un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui.
Il popolo di un principe che verrà
distruggerà la città e il santuario;
la sua fine sarà un'inondazione
e guerra e desolazioni sono decretate fino all'ultimo.
27Egli stringerà una solida alleanza con molti
per una settimana e, nello spazio di metà settimana,
FARÀ CESSARE IL SACRIFICIO e l'offerta;
sull'ala del tempio porrà l'abominio devastante,
finché un decreto di rovina
non si riversi sul devastatore».
Troviamo scritto chiaramente che:
26Dopo sessantadue settimane ( o anni),
un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui.
I cristiani cosa hanno fatto? HANNO FATTO MORIRE INGIUSTAMENTE IL PIO GIACOMO PROPRIO NEL 62, per adempiere la profezia.
Inoltre, l'abominio della devastazione (del Tempio) profetizzata da Daniele, viene compiuta in Guerre Giudaiche da Giovanni, che nel Tempio compie il rito perfezionamento cristiano e cioè l'unzione di massa detta anche cresima:
Libro V:565 Pertanto egli[Giovanni] attinse il vino e l'olio santo, che i sacerdoti conservavano nel tempio interno per
versarlo sugli olocausti, e lo distribuì alla sua banda, e quelli senza inorridire se ne unsero e ne bevvero.
Libro V:566 Non posso trattenermi dal dire ciò che l'animo sconvolto mi detta: se i romani avessero tardato a punire i colpevoli, la terra si sarebbe spalancata per inghiottire la città, o questa sarebbe stata spazzata via dal
diluvio o sarebbe stata incenerita dai fulmini come la terra di Sodoma; essa infatti aveva allevato una stirpe
assai più empia di quelle che subirono tali flagelli, e per la sua follia il popolo intero fu votato allo sterminio.
Il Talmud Gittin 56 a e b invece ribadisce come in Guerre Giudaiche che Yokhannan fece sospendere I riti sacrificali, però con una piccola variante: diede ai sacerdoti un vitello da sacrificare da parte dei romani con un taglio sul labbro fatto da lui stesso: siccome questa tipo di offerta era vietata per via dell'imperfezione, si attivò l'abominio della devastazione ( del Tempio) per mano dei romani profetizzato profetizzato da Daniele.
Giovanni è dunque quell'uomo che storicamente ha interrotto PER SEMPRE i riti sacrificali nel Tempio e a causa sua, il Tempio è stato distrutto.
Se i Cristiani hanno scritto che fu Gesù ad interrompere i riti sacrificali nel Tempio e che sarebbe venuto su carri da guerra proveniente dal cielo per distruggere il Tempio, che cosa dobbiamo pensare, che hanno mentito a tutti?
Visto che le loro azioni sono uguali e sono atte a conseguire gli stessi obbiettivi, personalmente credo che Gesù sia la bella copia, scritta su carta, di Giovanni, ad uso esclusivo dei pagani.
Concludendo, anche soltanto esaminando quest'aspetto non possiamo far altro che dedurre che fu Giovanni quel re che non regnò e che generò tonnellate e tonnellate di scritti sacri a lui dedicati.
IL PRIMO EVANGELISTA MATTEO CONFERMA QUANTO DETTO sopra:
Gerusalemme sarà distrutta
15Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l'abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele - chi legge, comprenda -, 16allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, 17chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, 18e chi si tro1va nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello. 19In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano!
20Pregate che la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato. 21Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall'inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. 22E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati.
23Allora, se qualcuno vi dirà: «Ecco, il Cristo è qui», oppure: «È là», non credeteci; 24perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. 25Ecco, io ve l'ho predetto.
26Se dunque vi diranno: «Ecco, è nel deserto», non andateci; «Ecco, è in casa», non credeteci. 27Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 28Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi.
La venuta del Figlio dell'uomo
29Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
30Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.
32Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. 33Così anche voi: quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. 34In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. 35Il cielo e la terra passeranno,ma le mie parole non passeranno.
36Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli del cielo né il Figlio, ma solo il Padre.
37Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 38Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, 39e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. 40Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. 41Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata.
In questa parte del vangelo di Matteo, che viene subito dopo la profezia della caduta del Tempio ( per altro fatta, nello stesso tempo, da Yokhannan ben Zakkai secondo il Talmud), troviamo ribadire da Gesù il momento in cui avverrà la distruzione di Gerusalemme e cioè quando nel Tempio avverrà l'abominio della devastazione, che come visto in precedenza, fu “causato" sempre da Giovanni.
Si ribadisce inoltre nel passo, che verranno le schiere celesti, “con carri da guerra provenienti dai cieli", un tema che troviamo sia in Guerre Giudaiche di Flavio Giuseppe e sia nell’Historiae di Tacito.
Per ultimo e non meno importante, troviamo la seguente profezia:
“ 40Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato.”
Qui Gesù preannuncia la liberazione “del profeta” Yokhannan ben Zakkai e la cattura di Simone di Ghiora che si travestì, prima di uscire da sotto le macerie del Tempio, da re dei Giudei.
È lo stesso copione utilizzato dopo per Gesù e Barabba e ancor prima fu utilizzato per descrivere la caduta del primo Tempio, dove anche qui il re dei Giudei Sedecìa venne catturato e dove venne invece liberato dalla prigionia il profeta Geremia, che profetizzò come a Yokhannan/Gesù la caduta del Tempio.
Incominciamo a parlare della morte di Giacomo il minore, accaduta nel 62 d.C. e che mi risulta un'altra falsificazione storica fatta dai Cristiani.
Infatti se andiamo a vedere la profezia di Daniele delle 70 settimane/anni, una profezia tanto cara ai Cristiani, prima della distruzione del Tempio:
24Settanta settimane sono fissate
per il tuo popolo e per la tua santa città
per mettere fine all'empietà,
mettere i sigilli ai peccati,
espiare l'iniquità,
stabilire una giustizia eterna,
suggellare visione e profezia
e ungere il Santo dei Santi.
25Sappi e intendi bene:
da quando uscì la parola
sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme
fino a un principe consacrato,
vi saranno sette settimane.
Durante sessantadue settimane
saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,
e ciò in tempi angosciosi.
26Dopo sessantadue settimane,
un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui.
Il popolo di un principe che verrà
distruggerà la città e il santuario;
la sua fine sarà un'inondazione
e guerra e desolazioni sono decretate fino all'ultimo.
27Egli stringerà una solida alleanza con molti
per una settimana e, nello spazio di metà settimana,
FARÀ CESSARE IL SACRIFICIO e l'offerta;
sull'ala del tempio porrà l'abominio devastante,
finché un decreto di rovina
non si riversi sul devastatore».
Troviamo scritto chiaramente che:
26Dopo sessantadue settimane ( o anni),
un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui.
I cristiani cosa hanno fatto? HANNO FATTO MORIRE INGIUSTAMENTE IL PIO GIACOMO PROPRIO NEL 62, per adempiere la profezia.
Inoltre, l'abominio della devastazione (del Tempio) profetizzata da Daniele, viene compiuta in Guerre Giudaiche da Giovanni, che nel Tempio compie il rito perfezionamento cristiano e cioè l'unzione di massa detta anche cresima:
Libro V:565 Pertanto egli[Giovanni] attinse il vino e l'olio santo, che i sacerdoti conservavano nel tempio interno per
versarlo sugli olocausti, e lo distribuì alla sua banda, e quelli senza inorridire se ne unsero e ne bevvero.
Libro V:566 Non posso trattenermi dal dire ciò che l'animo sconvolto mi detta: se i romani avessero tardato a punire i colpevoli, la terra si sarebbe spalancata per inghiottire la città, o questa sarebbe stata spazzata via dal
diluvio o sarebbe stata incenerita dai fulmini come la terra di Sodoma; essa infatti aveva allevato una stirpe
assai più empia di quelle che subirono tali flagelli, e per la sua follia il popolo intero fu votato allo sterminio.
Il Talmud Gittin 56 a e b invece ribadisce come in Guerre Giudaiche che Yokhannan fece sospendere I riti sacrificali, però con una piccola variante: diede ai sacerdoti un vitello da sacrificare da parte dei romani con un taglio sul labbro fatto da lui stesso: siccome questa tipo di offerta era vietata per via dell'imperfezione, si attivò l'abominio della devastazione ( del Tempio) per mano dei romani profetizzato profetizzato da Daniele.
Giovanni è dunque quell'uomo che storicamente ha interrotto PER SEMPRE i riti sacrificali nel Tempio e a causa sua, il Tempio è stato distrutto.
Se i Cristiani hanno scritto che fu Gesù ad interrompere i riti sacrificali nel Tempio e che sarebbe venuto su carri da guerra proveniente dal cielo per distruggere il Tempio, che cosa dobbiamo pensare, che hanno mentito a tutti?
Visto che le loro azioni sono uguali e sono atte a conseguire gli stessi obbiettivi, personalmente credo che Gesù sia la bella copia, scritta su carta, di Giovanni, ad uso esclusivo dei pagani.
Concludendo, anche soltanto esaminando quest'aspetto non possiamo far altro che dedurre che fu Giovanni quel re che non regnò e che generò tonnellate e tonnellate di scritti sacri a lui dedicati.
IL PRIMO EVANGELISTA MATTEO CONFERMA QUANTO DETTO sopra:
Gerusalemme sarà distrutta
15Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l'abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele - chi legge, comprenda -, 16allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, 17chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, 18e chi si tro1va nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello. 19In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano!
20Pregate che la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato. 21Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall'inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. 22E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati.
23Allora, se qualcuno vi dirà: «Ecco, il Cristo è qui», oppure: «È là», non credeteci; 24perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. 25Ecco, io ve l'ho predetto.
26Se dunque vi diranno: «Ecco, è nel deserto», non andateci; «Ecco, è in casa», non credeteci. 27Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 28Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi.
La venuta del Figlio dell'uomo
29Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
30Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.
32Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. 33Così anche voi: quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. 34In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. 35Il cielo e la terra passeranno,ma le mie parole non passeranno.
36Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli del cielo né il Figlio, ma solo il Padre.
37Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 38Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, 39e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. 40Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. 41Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata.
In questa parte del vangelo di Matteo, che viene subito dopo la profezia della caduta del Tempio ( per altro fatta, nello stesso tempo, da Yokhannan ben Zakkai secondo il Talmud), troviamo ribadire da Gesù il momento in cui avverrà la distruzione di Gerusalemme e cioè quando nel Tempio avverrà l'abominio della devastazione, che come visto in precedenza, fu “causato" sempre da Giovanni.
Si ribadisce inoltre nel passo, che verranno le schiere celesti, “con carri da guerra provenienti dai cieli", un tema che troviamo sia in Guerre Giudaiche di Flavio Giuseppe e sia nell’Historiae di Tacito.
Per ultimo e non meno importante, troviamo la seguente profezia:
“ 40Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato.”
Qui Gesù preannuncia la liberazione “del profeta” Yokhannan ben Zakkai e la cattura di Simone di Ghiora che si travestì, prima di uscire da sotto le macerie del Tempio, da re dei Giudei.
È lo stesso copione utilizzato dopo per Gesù e Barabba e ancor prima fu utilizzato per descrivere la caduta del primo Tempio, dove anche qui il re dei Giudei Sedecìa venne catturato e dove venne invece liberato dalla prigionia il profeta Geremia, che profetizzò come a Yokhannan/Gesù la caduta del Tempio.
mercoledì 24 giugno 2020
TUTTE LE FONTI CHE PARLANO DELLA MORTE DI ZACCARIA, IL PADRE DI GIOVANNI
Elenco di tutte le fonti che parlano della morte del padre di Giovanni, Zaccaria:
PROTOVANGELO DI GIACOMO: la cosa più importante della fonte è che afferma che Zaccaria fosse un sacerdote del Tempio, addetto ai sacrifi, il resto è quanto segue:
Capitolo 23
[1] Erode, nel mentre, cercava Giovanni, e mandò dei ministri da Zaccaria, dicendo: "Dove hai nascosto
tuo figlio?". Rispose loro: "Io sono un pubblico ufficiale di Dio e dimoro costantemente nel tempio del
Signore, non so dove sia mio figlio".
[2] I ministri se ne ritornarono per riferire tutto ciò a Erode. Adiratosi, Erode disse loro: "E' suo figlio colui
che regnerà su Israele!". Mandò, perciò, di nuovo da lui per dirgli: "Dì proprio la verità: dov'è tuo figlio?
Sai bene che il tuo sangue sta sotto la mia mano".
[3] Zaccaria rispose: "Se tu spargerai il mio sangue, io sarò un testimone di Dio. Il mio spirito sarà
accolto dal Padrone, poiché tu spargerai sangue innocente nel vestibolo del tempio del Signore". Allo
spuntare del giorno, Zaccaria fu ucciso. I figli di Israele non sapevano che era stato ucciso.
Capitolo 24
[1] All'ora del saluto, i sacerdoti uscirono, ma Zaccaria non venne loro incontro, come di solito, con la
benedizione. I sacerdoti stettero a aspettare Zaccaria per salutarlo nella preghiera e glorificare
l'Altissimo.
[2] Ma, dato che tardava, tutti si intimorirono. Uno di loro si fece coraggio: entrò e vide presso l'altare del
sangue coagulato e udì una voce che diceva: "Zaccaria è stato ucciso! Il suo sangue non sarà cancellato
fino a quando non giungerà il suo vendicatore". All'udire tali parole ebbe paura, e uscì per riferire ai
sacerdoti.
[3] Questi si fecero coraggio, entrarono e videro quanto era accaduto: gemette la travatura del tempio,
ed essi si strapparono le vesti dall'alto in basso. Non trovarono il suo corpo, trovarono invece il suo
sangue pietrificato. Pieni di timore, uscirono e annunziarono a tutto il popolo che Zaccaria era stato
ucciso. Lo vennero a sapere tutte le tribù del popolo, che lo piansero e fecero cordoglio per tre giorni e
tre notti.
[4] Dopo i tre giorni, i sacerdoti deliberarono chi mettere al suo posto, e la sorte cadde su Simeone.
Questo, infatti, era colui che era stato avvisato dallo Spirito santo che non avrebbe visto la morte fino a
quando non avesse visto il Cristo nella carne.
GUERRE GIUDAICHE: la fonte parla dell'uccisione di Zaccaria da parte degli zeloti guidati dal galileo che si fece re dei giudei, Giovanni di Giscala:
Libro IV:334 - 5, 4. Nauseati ormai dai massacri indiscriminati, quelli organizzarono la farsa di un regolareprocesso.
Libro IV:335 Si erano prefissi di eliminare uno dei personaggi più in vista, Zaccaria figlio di Baris, contro il quale li avevano inveleniti la sua grande avversione al male e l'amore per la libertà; inoltre era anche ricco, sì che non solo speravano di appropriarsi dei suoi beni, ma anche di liberarsi di un avversario potente e temibile.
Libro IV:336 Pertanto intimarono a settanta dei cittadini più ragguardevoli di radunarsi nel tempio, assegnarono a questi come in una rappresentazione teatrale la funzione di giudici senza alcun effettivo potere, e dinanzi a loro accusarono Zaccaria di voler consegnare la patria ai romani e di aver organizzato il tradimento mettendosi in relazione con Vespasiano.
Libro IV:337 Le accuse non si fondavano né su una prova né su un indizio, ma essi dichiararono di essernefermamente convinti e pretendevano che ciò bastasse a ritenerle vere.
Libro IV:338 Zaccaria, visto che non gli restava alcuna speranza di salvezza, giacché era stato convocato nonin un tribunale ma in una prigione, non si lasciò chiudere la bocca dalla disperazione, ma si levò a sottolineare la balordaggine delle accuse e in breve demolì gli argomenti addotti contro di lui.
Libro IV:339 Poi, ritorcendo il discorso contro gli accusatori, enumerò tutti i loro misfatti e si soffermò a deplorare la catastrofica situazione che n'era derivata.
Libro IV:340 Gli Zeloti andarono sulle furie e a stento si trattennero dallo sguainare le spade perché volevano spingere fin in fondo la celebrazione del processo per gioco e, per di più, mettere alla prova i giudici, per vedere se avrebbero rispettato la giustizia anche con pericolo della loro vita.
Libro IV:341 I settanta all'unanimità votarono per l'assoluzione dell'imputato, preferendo affrontare la morte insieme con lui anziché accollarsi la responsabilità della sua condanna.
Libro IV:342 Di fronte alla sentenza di assoluzione gli Zeloti scoppiarono in schiamazzi, e mentre tutti inveivano contro i giudici per non aver capito che si era trattato solo di una burla,
Libro IV:343 due dei più facinorosi si avventarono su Zaccaria, lo uccisero in mezzo al tempio e ne schernirono il cadavere dicendo: “Eccoti anche il nostro voto per essere più sicuro di andartene”; poi dall'alto del tempio lo gettarono nel sottostante burrone.
Libro IV:344 I giudici li percossero ignominiosamente col rovescio delle spade scacciandoli dal tempio, e li
risparmiarono soltanto perché, ritornandosene alle loro case, facessero sapere a tutti chi erano i padroni.
PROTOVANGELO DI GIACOMO: la cosa più importante della fonte è che afferma che Zaccaria fosse un sacerdote del Tempio, addetto ai sacrifi, il resto è quanto segue:
Capitolo 23
[1] Erode, nel mentre, cercava Giovanni, e mandò dei ministri da Zaccaria, dicendo: "Dove hai nascosto
tuo figlio?". Rispose loro: "Io sono un pubblico ufficiale di Dio e dimoro costantemente nel tempio del
Signore, non so dove sia mio figlio".
[2] I ministri se ne ritornarono per riferire tutto ciò a Erode. Adiratosi, Erode disse loro: "E' suo figlio colui
che regnerà su Israele!". Mandò, perciò, di nuovo da lui per dirgli: "Dì proprio la verità: dov'è tuo figlio?
Sai bene che il tuo sangue sta sotto la mia mano".
[3] Zaccaria rispose: "Se tu spargerai il mio sangue, io sarò un testimone di Dio. Il mio spirito sarà
accolto dal Padrone, poiché tu spargerai sangue innocente nel vestibolo del tempio del Signore". Allo
spuntare del giorno, Zaccaria fu ucciso. I figli di Israele non sapevano che era stato ucciso.
Capitolo 24
[1] All'ora del saluto, i sacerdoti uscirono, ma Zaccaria non venne loro incontro, come di solito, con la
benedizione. I sacerdoti stettero a aspettare Zaccaria per salutarlo nella preghiera e glorificare
l'Altissimo.
[2] Ma, dato che tardava, tutti si intimorirono. Uno di loro si fece coraggio: entrò e vide presso l'altare del
sangue coagulato e udì una voce che diceva: "Zaccaria è stato ucciso! Il suo sangue non sarà cancellato
fino a quando non giungerà il suo vendicatore". All'udire tali parole ebbe paura, e uscì per riferire ai
sacerdoti.
[3] Questi si fecero coraggio, entrarono e videro quanto era accaduto: gemette la travatura del tempio,
ed essi si strapparono le vesti dall'alto in basso. Non trovarono il suo corpo, trovarono invece il suo
sangue pietrificato. Pieni di timore, uscirono e annunziarono a tutto il popolo che Zaccaria era stato
ucciso. Lo vennero a sapere tutte le tribù del popolo, che lo piansero e fecero cordoglio per tre giorni e
tre notti.
[4] Dopo i tre giorni, i sacerdoti deliberarono chi mettere al suo posto, e la sorte cadde su Simeone.
Questo, infatti, era colui che era stato avvisato dallo Spirito santo che non avrebbe visto la morte fino a
quando non avesse visto il Cristo nella carne.
GUERRE GIUDAICHE: la fonte parla dell'uccisione di Zaccaria da parte degli zeloti guidati dal galileo che si fece re dei giudei, Giovanni di Giscala:
Libro IV:334 - 5, 4. Nauseati ormai dai massacri indiscriminati, quelli organizzarono la farsa di un regolareprocesso.
Libro IV:335 Si erano prefissi di eliminare uno dei personaggi più in vista, Zaccaria figlio di Baris, contro il quale li avevano inveleniti la sua grande avversione al male e l'amore per la libertà; inoltre era anche ricco, sì che non solo speravano di appropriarsi dei suoi beni, ma anche di liberarsi di un avversario potente e temibile.
Libro IV:336 Pertanto intimarono a settanta dei cittadini più ragguardevoli di radunarsi nel tempio, assegnarono a questi come in una rappresentazione teatrale la funzione di giudici senza alcun effettivo potere, e dinanzi a loro accusarono Zaccaria di voler consegnare la patria ai romani e di aver organizzato il tradimento mettendosi in relazione con Vespasiano.
Libro IV:337 Le accuse non si fondavano né su una prova né su un indizio, ma essi dichiararono di essernefermamente convinti e pretendevano che ciò bastasse a ritenerle vere.
Libro IV:338 Zaccaria, visto che non gli restava alcuna speranza di salvezza, giacché era stato convocato nonin un tribunale ma in una prigione, non si lasciò chiudere la bocca dalla disperazione, ma si levò a sottolineare la balordaggine delle accuse e in breve demolì gli argomenti addotti contro di lui.
Libro IV:339 Poi, ritorcendo il discorso contro gli accusatori, enumerò tutti i loro misfatti e si soffermò a deplorare la catastrofica situazione che n'era derivata.
Libro IV:340 Gli Zeloti andarono sulle furie e a stento si trattennero dallo sguainare le spade perché volevano spingere fin in fondo la celebrazione del processo per gioco e, per di più, mettere alla prova i giudici, per vedere se avrebbero rispettato la giustizia anche con pericolo della loro vita.
Libro IV:341 I settanta all'unanimità votarono per l'assoluzione dell'imputato, preferendo affrontare la morte insieme con lui anziché accollarsi la responsabilità della sua condanna.
Libro IV:342 Di fronte alla sentenza di assoluzione gli Zeloti scoppiarono in schiamazzi, e mentre tutti inveivano contro i giudici per non aver capito che si era trattato solo di una burla,
Libro IV:343 due dei più facinorosi si avventarono su Zaccaria, lo uccisero in mezzo al tempio e ne schernirono il cadavere dicendo: “Eccoti anche il nostro voto per essere più sicuro di andartene”; poi dall'alto del tempio lo gettarono nel sottostante burrone.
Libro IV:344 I giudici li percossero ignominiosamente col rovescio delle spade scacciandoli dal tempio, e li
risparmiarono soltanto perché, ritornandosene alle loro case, facessero sapere a tutti chi erano i padroni.
YOSIPPON: riassume quanto detto nelle Guerre Giudaiche di Giuseppe Flavio, anche se i copisti cristiani, hanno ritenuto opportuno censurare il convolgimento diretto di Giovanni , che in quest'opera invece sembra guidare il giudizio del Sinedrio, come se si fosse proclamato il capo del Sinedrio o il Nasi, similmente al Talmudico galileo Yochannan ben Zakkai.
"[Mi vendicherò] andando a fare una delazione presso il governatore [romano].
Andò e disse al governatore: "Gli Ebrei si sono ribellati contro di te!" Gli rispose: "E chi lo dice?" gli rispose: "Manda loro [un animale] da offrire sull'altare [del Tempio], e vedrai se lo offrono." Il governatore gli diede un vitello pregiato da portare [al Tempio]. Una volta arrivato, mutilò il vitello alle labbra, e c'è chi dice alle palpebre; [in ogni caso,] in un posto che per noi [Ebrei] rappresenta una menomazione, ma per loro [Romani] non lo è. I saggi pensarono di offrire [ugualmente il vitello] sull'altare, per mantenere la pace con le autorità. Disse loro Rabbi Zecharia ben Avkulas: "[Se così facessimo,] la gente direbbe che le bestie mutilate possono essere offerte sull'altare!" I saggi pensarono allora di uccidere, affinché non potesse andare a completare la delazione. Disse loro Rabbi Zecharia ben Avkulas: "[Se così facessimo,] la gente direbbe che chi mutila una bestia consacrata [per l'altare] merita la pena di morte!" Disse Giovanni: "L'umiltà di Rabbi Zecharia ben Avkulas ha fatto distruggere la nostra casa, bruciare il nostro palazzo [il Tempio] e ci ha fatti mandare in esilio dalla nostra Terra".
Nei Vangeli si parla della morte di Zaccaria, ma qualcuno più tardi si accorse che morì dopo il fantomatico Gesù ambientato sotto a Pilato e decisero quindi di sostituire lo stesso con un altro Zaccaria, lasciando il periodo senza alcun senso logico, visto che lo Zaccaria scelto, morì tantissimi anni prima e non fu ucciso dalla generazione in cui si rivolgeva Gesù:
VANGELO DI MATTEO
34Perciò ecco, io mando a voi profeti, sapienti e scribi: di questi, alcuni li ucciderete e crocifiggerete, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; 35perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sulla terra, dal sangue di Abele il giusto fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che avete ucciso tra il santuario e l'altare. 36In verità io vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.
LUCA CAP.11
49Per questo la sapienza di Dio ha detto: «Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno», 50perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: 51dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. 52Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito».
53Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, 54tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
CONCLUSIONI
Visionando tutte le fonti appare evidente che i Cristiani abbiano manipolato le fonti su cui si sono rifatti, anticipando nei tempi tutto quello che in realtà accadde nei primi anni della rivolta giudaica con Giovanni di Giscala.
Flavio Giuseppe racconta che Giovanni in realtà entrò a Gerusalemme facendosi re e bloccando i riti sacrificali nel Tempio:all'inizio della rivolta a lui furono assegnati alcuni territori da difendere che in principio erano governati dal re Erode Agrippa II, l'ultimo re dei Giudei.
Quest'ultimo aiutò i romani a reprimere la rivolta: partecipò all'assedio di Gamala, dove venne ferito, ed aiutò Tito nell'assedio di Gerusalemme ( difesa da Giovanni, Simone bargiora e Giacomo figlio Sosa).
Dopo la guerra, il re Erode Agrippa II fu premiato dai romani, per la sua fedeltà, con ulteriori territori che passarono sotto il suo controllo.
Giovanni fu imprigionato e processato molto probabilmente da Vespasiano ed Erode Agrippa II. Oggettivamente nella storia non esistono altri Giovanni che di fatto destabilizzarono e misero in pericolo così seriamente il regno della famiglia reale erodiana: dopo la caduta di Gerusalemme e del suo Tempio, effettivamente il re Erode Agrippa II fu l'ultimo re dei giudei della famiglia erodiana al servizio dei romani.
"In quell'epoca presero un uomo fra i grandi della città che si chiamava Zechariahu, uomo ricco e giusto che temeva D-o. Disse (Yochanan hagalilì) agli anziani: Giudicate costui e condannatelo a morte perchè aiutava i nostri nemici per far consegnare loro questa città. Quando udirono gli anziani le parole di Yochanan e i suoi uomini che desideravano far morire Zechariahu piansero un gran pianto. E videro Yochanan e i suoi uomini che evitavano gli anziani di condannare Zechariahu perchè era giusto e osarono prendere Zechariahu dal mezzo degli anziani lo portarono sopra la cima della torre del muro che guarda verso est e lo buttarono da li e cadde Zechariahu dal muro nelle profondità della valle di Yoshafat e morì."
TALMUD GITTIN 56 a e b: la fonte, come il protovangelo di Giacomo, afferma che Zaccaria si oppose al sacrificio del vitello, confermando anche che fosse un addetto ai sacrifici, esattamente come il padre di Giovanni ( Zaccaria) nei Vangeli cristiani:
TALMUD GITTIN 56 a e b: la fonte, come il protovangelo di Giacomo, afferma che Zaccaria si oppose al sacrificio del vitello, confermando anche che fosse un addetto ai sacrifici, esattamente come il padre di Giovanni ( Zaccaria) nei Vangeli cristiani:
"[Mi vendicherò] andando a fare una delazione presso il governatore [romano].
Andò e disse al governatore: "Gli Ebrei si sono ribellati contro di te!" Gli rispose: "E chi lo dice?" gli rispose: "Manda loro [un animale] da offrire sull'altare [del Tempio], e vedrai se lo offrono." Il governatore gli diede un vitello pregiato da portare [al Tempio]. Una volta arrivato, mutilò il vitello alle labbra, e c'è chi dice alle palpebre; [in ogni caso,] in un posto che per noi [Ebrei] rappresenta una menomazione, ma per loro [Romani] non lo è. I saggi pensarono di offrire [ugualmente il vitello] sull'altare, per mantenere la pace con le autorità. Disse loro Rabbi Zecharia ben Avkulas: "[Se così facessimo,] la gente direbbe che le bestie mutilate possono essere offerte sull'altare!" I saggi pensarono allora di uccidere, affinché non potesse andare a completare la delazione. Disse loro Rabbi Zecharia ben Avkulas: "[Se così facessimo,] la gente direbbe che chi mutila una bestia consacrata [per l'altare] merita la pena di morte!" Disse Giovanni: "L'umiltà di Rabbi Zecharia ben Avkulas ha fatto distruggere la nostra casa, bruciare il nostro palazzo [il Tempio] e ci ha fatti mandare in esilio dalla nostra Terra".
Nei Vangeli si parla della morte di Zaccaria, ma qualcuno più tardi si accorse che morì dopo il fantomatico Gesù ambientato sotto a Pilato e decisero quindi di sostituire lo stesso con un altro Zaccaria, lasciando il periodo senza alcun senso logico, visto che lo Zaccaria scelto, morì tantissimi anni prima e non fu ucciso dalla generazione in cui si rivolgeva Gesù:
VANGELO DI MATTEO
34Perciò ecco, io mando a voi profeti, sapienti e scribi: di questi, alcuni li ucciderete e crocifiggerete, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; 35perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sulla terra, dal sangue di Abele il giusto fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che avete ucciso tra il santuario e l'altare. 36In verità io vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.
LUCA CAP.11
49Per questo la sapienza di Dio ha detto: «Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno», 50perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: 51dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. 52Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito».
53Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, 54tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
CONCLUSIONI
Visionando tutte le fonti appare evidente che i Cristiani abbiano manipolato le fonti su cui si sono rifatti, anticipando nei tempi tutto quello che in realtà accadde nei primi anni della rivolta giudaica con Giovanni di Giscala.
Flavio Giuseppe racconta che Giovanni in realtà entrò a Gerusalemme facendosi re e bloccando i riti sacrificali nel Tempio:all'inizio della rivolta a lui furono assegnati alcuni territori da difendere che in principio erano governati dal re Erode Agrippa II, l'ultimo re dei Giudei.
Quest'ultimo aiutò i romani a reprimere la rivolta: partecipò all'assedio di Gamala, dove venne ferito, ed aiutò Tito nell'assedio di Gerusalemme ( difesa da Giovanni, Simone bargiora e Giacomo figlio Sosa).
Dopo la guerra, il re Erode Agrippa II fu premiato dai romani, per la sua fedeltà, con ulteriori territori che passarono sotto il suo controllo.
Giovanni fu imprigionato e processato molto probabilmente da Vespasiano ed Erode Agrippa II. Oggettivamente nella storia non esistono altri Giovanni che di fatto destabilizzarono e misero in pericolo così seriamente il regno della famiglia reale erodiana: dopo la caduta di Gerusalemme e del suo Tempio, effettivamente il re Erode Agrippa II fu l'ultimo re dei giudei della famiglia erodiana al servizio dei romani.
mercoledì 3 giugno 2020
IL CRISTO COME ANGELO POSSENTE E IL SOGNO DI SIMON PIETRO
Facciamo una piccola indagine storica su quello che accadde a Gerusalemme prima della caduta del Tempio e perché Giovanni fu accostato dai primi Cristiani all'angelo possente, quell'angelo che ordinò di bruciare il Tempio nell'Apocalisse siriaca di Baruc.
Innanzitutto secondo Giuseppe Flavio, fu Giovanni in primis a difendere la fortezza Antonia e il Tempio, arrivando ad appiccare il fuoco nel sottosuolo e nei porticati:
Libro V:304 I giudei, ripartite le loro forze, opponevano una tenace resistenza dalle mura: gli uomini di Giovanni combattendo dall'Antonia, dal portico settentrionale del tempio e dirimpetto alla tomba del re Alessandro, mentre quelli di Simone presero posizione sulla via d'accesso vicino alla tomba del sommo sacerdote Giovanni,
sbarrando il passo fino alla porta attraverso cui passava l'acqua diretta alla torre Ippico.
Libro V:469 Ma mentre già si stavano tirando su le macchine, Giovanni, che aveva scavato una galleria
dall'interno dell'Antonia fino ai terrapieni puntellando la cavità mediante pali che reggevano l'opera dei romani, ad un certo punto introdusse nella galleria della legna spalmata di pece e di bitume e vi appiccò il fuoco.
Libro V:470 Quando i pali furono consunti dal fuoco, la galleria rovinò e con un tremendo boato fece
sprofondare il terrapieno.
Giuseppe Flavio concorda col Talmud, asserendo in alcuni passi che il Tempio fu dato alle fiamme a causa di Giovanni.
Tuttavia Giuseppe associa gli avvenimenti contenuti nell'Apocalisse di Baruc a Vespasiano, anche se lascia intendere che i giudei vedevano al suo posto un loro connazionale ( Giovanni/Simone):
Libro VI:310 - 5, 4. A riflettere su tali cose, si troverà che il Dio ha cura degli uomini e che in ogni modo preannuncia al suo popolo i mezzi per conseguire la salvezza,
Libro VI:311 mentre quelli si rovinano per la loro stoltezza e procurandosi i guai da sé. Così pure avvenne che i giudei, dopo la distruzione dell'Antonia, ridussero l'area del tempio in forma quadrangolare, pur conservando essi scritto nelle loro profezie che la città e il tempio sarebbero stati presi quando l'area del tempio fosse diventata quadrangolare.
Libro VI:312 Ma quello che maggiormente li incitò alla guerra fu un'ambigua profezia, ritrovata ugualmente nelle sacre scritture, secondo cui in quel tempo uno proveniente dal loro paese sarebbe diventato il dominatore del mondo.
Libro VI:313 Questa essi la intesero come se alludesse a un loro connazionale, e molti sapienti si sbagliarono nella sua interpretazione, mentre la profezia in realtà si riferiva al dominio di Vespasiano, acclamato imperatore in Giudea.
Certamente quest'evento ha ispirato il redattore di Atti, che descrivere il sogno di Simone Pietro, della tovaglia quadrangolare (sempre appreso dall'Apocalisse siriaca di Baruc) e del Signore che lo incita a mangiare cibo impuro, così come insegna Gesù nei Vangeli.
Ovviamente nella contropartita storica troviamo Simone bar Giora sotto il Tempio in fiamme, che avrà visto concretizzarsi la profezia della “tovaglia" quadrangolare e del successivo incendio del Tempio.
Sicuramente dopo la caduta del Tempio, avrà pensato al suo zio Giovanni, che aveva bloccato i riti sacrificali, aveva incendiato il Tempio (come l'angelo possente) e che già da tempo insegnava ai suoi discepoli di mangiare, come al Gesù evangelico, cibi impuri:
Libro VII:263 Eppure Giovanni fece sì che anche costoro sembrassero più moderati di lui; egli infatti non
soltanto eliminò chiunque dava giusti e utili consigli, trattando costoro come i suoi più accaniti nemici fra tutti i cittadini, ma riempì la patria di un'infinità di pubblici mali, quali inevitabilmente doveva infliggere agli uomini chi già aveva osato di commettere empietà verso il Dio.
Libro VII:264 La sua mensa era infatti imbandita con cibi proibiti ed egli aveva abbandonato le tradizionali regole di purità, sì che non poteva più far stupore se uno che era così follemente empio verso il Dio non osservava più la bontà e la fratellanza verso gli uomini.
Tutte le fonti religiose qui citate le trovate qui:
http://originidelcristianesimoprimitivo.blogspot.com/2019/11/apocalisse-siriaca-di-baruc-come-fonte-q.html
Innanzitutto secondo Giuseppe Flavio, fu Giovanni in primis a difendere la fortezza Antonia e il Tempio, arrivando ad appiccare il fuoco nel sottosuolo e nei porticati:
Libro V:304 I giudei, ripartite le loro forze, opponevano una tenace resistenza dalle mura: gli uomini di Giovanni combattendo dall'Antonia, dal portico settentrionale del tempio e dirimpetto alla tomba del re Alessandro, mentre quelli di Simone presero posizione sulla via d'accesso vicino alla tomba del sommo sacerdote Giovanni,
sbarrando il passo fino alla porta attraverso cui passava l'acqua diretta alla torre Ippico.
Libro V:469 Ma mentre già si stavano tirando su le macchine, Giovanni, che aveva scavato una galleria
dall'interno dell'Antonia fino ai terrapieni puntellando la cavità mediante pali che reggevano l'opera dei romani, ad un certo punto introdusse nella galleria della legna spalmata di pece e di bitume e vi appiccò il fuoco.
Libro V:470 Quando i pali furono consunti dal fuoco, la galleria rovinò e con un tremendo boato fece
sprofondare il terrapieno.
Giuseppe Flavio concorda col Talmud, asserendo in alcuni passi che il Tempio fu dato alle fiamme a causa di Giovanni.
Tuttavia Giuseppe associa gli avvenimenti contenuti nell'Apocalisse di Baruc a Vespasiano, anche se lascia intendere che i giudei vedevano al suo posto un loro connazionale ( Giovanni/Simone):
Libro VI:310 - 5, 4. A riflettere su tali cose, si troverà che il Dio ha cura degli uomini e che in ogni modo preannuncia al suo popolo i mezzi per conseguire la salvezza,
Libro VI:311 mentre quelli si rovinano per la loro stoltezza e procurandosi i guai da sé. Così pure avvenne che i giudei, dopo la distruzione dell'Antonia, ridussero l'area del tempio in forma quadrangolare, pur conservando essi scritto nelle loro profezie che la città e il tempio sarebbero stati presi quando l'area del tempio fosse diventata quadrangolare.
Libro VI:312 Ma quello che maggiormente li incitò alla guerra fu un'ambigua profezia, ritrovata ugualmente nelle sacre scritture, secondo cui in quel tempo uno proveniente dal loro paese sarebbe diventato il dominatore del mondo.
Libro VI:313 Questa essi la intesero come se alludesse a un loro connazionale, e molti sapienti si sbagliarono nella sua interpretazione, mentre la profezia in realtà si riferiva al dominio di Vespasiano, acclamato imperatore in Giudea.
Certamente quest'evento ha ispirato il redattore di Atti, che descrivere il sogno di Simone Pietro, della tovaglia quadrangolare (sempre appreso dall'Apocalisse siriaca di Baruc) e del Signore che lo incita a mangiare cibo impuro, così come insegna Gesù nei Vangeli.
Ovviamente nella contropartita storica troviamo Simone bar Giora sotto il Tempio in fiamme, che avrà visto concretizzarsi la profezia della “tovaglia" quadrangolare e del successivo incendio del Tempio.
Sicuramente dopo la caduta del Tempio, avrà pensato al suo zio Giovanni, che aveva bloccato i riti sacrificali, aveva incendiato il Tempio (come l'angelo possente) e che già da tempo insegnava ai suoi discepoli di mangiare, come al Gesù evangelico, cibi impuri:
Libro VII:263 Eppure Giovanni fece sì che anche costoro sembrassero più moderati di lui; egli infatti non
soltanto eliminò chiunque dava giusti e utili consigli, trattando costoro come i suoi più accaniti nemici fra tutti i cittadini, ma riempì la patria di un'infinità di pubblici mali, quali inevitabilmente doveva infliggere agli uomini chi già aveva osato di commettere empietà verso il Dio.
Libro VII:264 La sua mensa era infatti imbandita con cibi proibiti ed egli aveva abbandonato le tradizionali regole di purità, sì che non poteva più far stupore se uno che era così follemente empio verso il Dio non osservava più la bontà e la fratellanza verso gli uomini.
Tutte le fonti religiose qui citate le trovate qui:
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