lunedì 23 novembre 2020

AQUILA FIGLIO DI CLEMENTE ROMANO


Finalmente qualcuno che ha sviluppato le mie tesi e che ha dimostrato, a suon di fonti, che i primi Cristiani di Roma erano istruiti e catechizzati dai rabbini provenienti delle scuola di Yochannan ben Zakkai:

https://everybodywiki.com/Kalonymos_(p%C3%A8re_d%27Onqelos)


mercoledì 11 novembre 2020

LAZZARO E L'UNZIONE DELL' ASPIRANTE RE MESSIA

Parliamo di Yokhannan ben Zakkai e del suo allievo prediletto Lazzaro figlio d'Ircano e di un testo ebraico  molto antico dove viene spiegato come il rabbino Lazzaro figlio d'Ircano, sia diventato un maestro della Torah grazie al grande maestro Yokhannan ben Zakkai:

https://www.sefaria.org/Pirkei_DeRabbi_Eliezer.1?lang=bi

Il brano in questione ha molte analogie con la risurrezione di Lazzaro che troviamo nei Vangeli, anzi posiamo dire che quest'ultimo derivi da esso.

Infatti nella versione ebraica scopriamo che Lazzaro era come un moribondo, non mangiava ormai da diversi giorni e che sembrava un lebbroso.

Sembra lo stesso quadro della situazione reinterpreto nei Vangeli dove troviamo Lazzaro, moribondo, a casa di Simone il lebbroso.

Anzi osservando bene i Vangeli sembrerebbe che la lebbra di Lazzaro sia stata attribuita a Betania a Simone detto appunto il lebbroso.

Riunendo le fonti pare che il lebbroso fosse proprio Lazzaro, visto che nella sua casa avviene secondo alcuni evangelisti l'unzione di Gesù da parte di Maria di Betania:


Gv 12,1-3 “Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo.”


Mc 14,3 “Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo.”


Mt 26,6-7 “Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre egli stava a tavola.”


Tuttavia  secondo molti Simone era il padre di Lazzaro e ammettendo questa come la più probabile interpretazione, il soprannome “il lebbroso”, sembra essere stato spostato e attribuito nei vangeli dal figlio al padre.


Torniamo adesso nuovamente ad esaminare il brano ebraico, dove troviamo addirittura Elia apparire a Lazzaro che gli indica di andare dal gran maestro Yokhannan ben Zakkai per imparare la Torah e per guarire quindi dal suo malessere.

Ricordo che secondo alcune credenze ebraiche, Elia doveva discendere dal cielo, per annunciare ed indicare la venuta del Messia: qui anche se l'ebraismo non parli mai di Yokhannan ben Zakkai come un Messia, Elia indica prorio quest'ultimo come il salvatore di Lazzaro!

 Inoltre secondo l'ebraismo, la Torah “dà la vita o allunga vita” e non è un caso che la Torah venga spesso associata all'albero della vita dell'Eden.

Yokhannan ben Zakkai quindi, insegnando la Torah a Lazzaro è come se gli avesse dato una nuova vita, o meglio è come se gli avesse allungato la vita ( vedendola da un punto di vista ebraico).

Una scena analoga e reinterpretata nei Vangeli la troviamo quindi nella risurrezione di Lazzaro, dove anche qui quest'ultimo pare che fosse seguito con pazienza e amato dal suo maestro che i cristiani hanno chiamato Gesù, anche se tuttavia gli evangelisti lasciano intendere una rinascita del corpo di Lazzaro e non spirituale, ma il tutto potrebbe essere stato col tempo interpretato erroneamente dai cristiani, visto che in alcuni passi Gesù specifica nel Vangelo di Giovanni che :

 " Il nostro amico Lazzaro dorme, ma ora vado a svegliarlo”… non dice quindi che fosse morto. 

Anche la riposta di Tommaso lascia perplessi e lascia intendere un interpretazione diversa a quella che con il tempo si è affermata nella Chiesa:

16Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

Qui Tommaso sembra incitare gli apostoli ad un suicidio collettivo? Sicuramente no, ma pare evidente che l'evangelista Giovanni non  volesse alludere ad una reale e definitiva morte fisica del corpo!

Nei vangeli inoltre viene sottolineato che proprio a casa di Lazzaro figlio di Simone avviene l'unzione di Gesù e quindi la sua consacrazione a re Messia.

Tornando nuovamente ad esaminare la fonte ebraica iniziale, sappiamo che Lazzaro fosse un discendente degli Ircano, ex regnanti asmonei  legati a Gamala, a Giuda il Galileo e quindi agli zeloti.

 La sua eredità finì quindi nel confluire nella scuola di Yokhannan ben Zakkai, scelto come loro maestro e guida spirituale.

Abbiamo fonti storiche che possono confermare tutto questo?

In Guerre Giudaiche di Flavio Giuseppe viene il tutto confermato, infatti ricordando che gli zeloti nacquero come movimento insurrezionale grazie a Giuda il Galileo e che durante la rivolta giudaica, furono guidati a Gerusalemme proprio da Lazzaro figlio di Simone ( lo stesso identico nome che appare nei Vangeli), che viene in questi passi iniziali presentato come un integralista estremista, messo in disparte dai capi di Gerusalemme, proprio per il suo potere e per la sua potenziale pericolosità:

Libro II:564 A Eleazar figlio di Simone, sebbene avesse il controllo del bottino fatto sui romani e dei denari presi a Cestio, non assegnarono una carica di governo, sia perché scorgevano in lui una tendenza a fare il tiranno, sia perché i più fanatici dei suoi seguaci si atteggiavano a guardie del corpo.

Lazzaro inizialmente prese il possesso del Tempio assieme agli zeloti e fingendo nello stesso tempo di essere contro Giovanni:

Libro V:5 - 1, 2. Infatti Eleazar figlio di Simone, colui che all'inizio aveva separato dal popolo gli Zeloti facendoli penetrare nel tempio, fingendo ora di essere sdegnato per le quotidiane ribalderie di Giovanni…

E alla fine quella che sembrava una messa in scena di fatto si rilevò tale, infatti non solo Lazzaro figlio di Simone si unì a Giovanni, ma lasciò anche a lui il comando degli zeloti:

Libro V:250 Giovanni quando occupò il tempio aveva seimila uomini sotto venti capitani, ma allora anche gli Zeloti, superati i motivi di contrasto, si erano uniti a lui, ed erano duemilaquattrocento con a capo l'Eleazar di prima [ il figlio di Simone] e Simone figlio di Arino.

Dopo l' alleanza con Lazzaro figlio di Simone, ecco che avviene nel tempio l'unzione come da vangelo ( che la spostano a casa di Lazzaro figlio di Simone a Betania), anche se sembrerebbe come descritta più una cresima cristiana di massa, che un unzione individuale di Giovanni a re Messia:

Libro V:565 Pertanto egli [ Giovanni ] attinse il vino e l'olio santo, che i sacerdoti conservavano nel tempio interno per versarlo sugli olocausti, e lo distribuì alla sua banda, e quelli senza inorridire se ne unsero e ne bevvero.

Dopo quest'unzione rituale avvenuta dopo l'alleanza con Lazzaro figlio di Simone, Giovanni come se fosse stato unto davvero come un Re Messia, si comportò di conseguenzaa come un vero e proprio re:

Libro IV:389 - 7, 1. Giovanni, che ormai aspirava a un dominio di carattere personale, era insofferente di aver dignità uguale a quella dei suoi pari e, attirando a sé un po' alla volta alcuni dei più facinorosi, si estraniò dal gruppo al potete. 

Libro IV:390 Egli contravveniva sempre agli ordini emanati dagli altri mentre imponeva inflessibilmente il rispetto di quelli emanati da lui, e fu chiaro che pensava a farsi padrone assoluto.

Libro IV:391 I suoi seguaci erano mossi parte dal timore, parte dalla simpatia (essendo egli molto abile a conciliarsela con raggiri e discorsi), mentre erano in parecchi a pensare che alla loro incolumità conveniva che la colpa dei misfatti ricadesse ormai non su molti, ma su uno solo. 

Libro IV:392 Il suo energico impegno nell'agire e nel far piani gli guadagnò non pochi partigiani, 

Libro IV:393 ma grande rimase, anche il numero degli avversari. Fra questi si faceva sentire l'invidia, perché non sopportavano di dover ubbidienza a chi prima era un loro pari, ma fu soprattutto la preoccupazione di 

evitare l'instaurarsi di un regime monarchico ad allontanarli da Giovanni; 

Libro IV:394 una volta impadronitosi del potere non sarebbe stato facile abbatterlo, ed essi avrebbero avuto contro di sé un motivo di avversione nell'averlo osteggiato al principio. Perciò ognuno preferiva affrontare i rischi di una lotta anziché piegare volontariamente la schiena e fare la fine di uno schiavo. 

Libro IV:395 Tale fu l'origine della spaccatura fra le due fazioni, e Giovanni nei confronti dei suoi avversari prese a comportarsi come un re nemico.

Da altre fonti ebraiche risulta che rabbi Lazzaro figlio d'Ircano, fosse stato additato dal Sinedrio come un cristiano e questo fu uno dei motivi che lo portarono ad essere perseguitato ed esiliato a causa della sua presunta e nascosta conversione alla nuova fede:

http://www.jewishencyclopedia.com/articles/5604-eliezer-liezer-ben-hyrcanus

I rabbini tendono a ridimensionare l'evento, spostando il suo esilio ad altre cause, tuttavia i Vangeli confermano che sia stato perseguitato proprio a causa della sua fede:

GIOVANNI CAP. 12

9Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 10I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, 11perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

In realtà, secondo i rabbini, Lazzaro figlio d'Ircano era l'allievo prediletto di Yokhannan ben Zakkai e fu propropio lui, stando al Talmud ( Gittin 56 a e b) ad iscenare in comune accordo con i fedelissimi la morte e la risurrezione del suo maestro, per farlo uscire incolume da Gerusalemme assediata dai romani. I suoi amici fedelissimi più noti, riportati sia nelle fonti ebraiche che in quelle cristiane sono il ricco Nicodemo figlio di Gorion e Giuseppe d'Arimatea ( Yose/i il sacerdote nelle fonti ebraiche).






venerdì 23 ottobre 2020

IL COPIONE DEGLI ULTIMI GIORNI DI GESÙ ( ISAIA CAP.53 )

 Gesù potrebbe essere storicamente non esistito e in Isaia cap. 53 esiste un copione scritto prima del Nuovo Tastamento, utilizzato dagli evangelisti per descrivere gli ultimi atti di vita del Cristo.

Sembra di rileggere i celebri passi dei Vangeli e per venirvi in aiuto a comparare il copione di Isaia, aggiungerò i nomi dei protagonisti dei Vangeli, così come hanno fatto gli evangelisti.


ISAIA 53

1Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione?

A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?

2E' cresciuto come un virgulto davanti a lui

e come una radice in terra arida.

Non ha apparenza né bellezza

per attirare i nostri sguardi,

non splendore per provare in lui diletto.

3Disprezzato e reietto dagli uomini,

uomo dei dolori che ben conosce il patire,

come uno davanti al quale ci si copre la faccia,

era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

4Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,

si è addossato i nostri dolori

e noi lo giudicavamo castigato,

percosso da Dio e umiliato.

5Egli è stato trafitto [dal centurione Longino] per i nostri delitti,

schiacciato per le nostre iniquità.

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;

per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

6Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,

ognuno di noi seguiva la sua strada;

il Signore fece ricadere su di lui

l'iniquità di noi tutti.

7Maltrattato, si lasciò umiliare

e non aprì la sua bocca;

era come agnello condotto al macello,

come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,[ Caifa, Pilato, Erode]

e non aprì la sua bocca.

8Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;

chi si affligge per la sua sorte?

Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,

per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte.

9Gli si diede sepoltura con gli empi,

con il ricco fu il suo tumulo, [ la tomba del ricco Giuseppe D'Arimatea]

sebbene non avesse commesso violenza

né vi fosse inganno nella sua bocca.

10Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.

Quando offrirà se stesso in espiazione,

vedrà una discendenza, vivrà a lungo,

si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.

11Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce

e si sazierà della sua conoscenza;

il giusto mio servo giustificherà molti,

egli si addosserà la loro iniquità.

12Perciò io gli darò in premio le moltitudini,

dei potenti egli farà bottino,

perché ha consegnato se stesso alla morte

ed è stato annoverato fra gli empi,

mentre egli portava il peccato di molti

e intercedeva per i peccatori.


giovedì 1 ottobre 2020

YOKHANNAN BEN ZAKKAI/GESÙ COME SALVATORE E ANGELO DI DIO

In Ezechiele cap. 9 apprendiamo come il Signore punisce e salva il suo popolo in rapporto alle loro opere. In particolare manda un suo servo / angelo/ Messia ( a seconda di come vogliate vederlo), per il conseguimento di tale missione: 

Il castigo


1Allora una voce potente gridò ai miei orecchi: «Avvicinatevi, voi che dovete punire la città, ognuno con lo strumento di sterminio in mano». 2Ecco sei uomini giungere dalla direzione della porta superiore che guarda a settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a loro c'era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco. Appena giunti, si fermarono accanto all'altare di bronzo. 3La gloria del Dio di Israele, dal cherubino sul quale si posava si alzò verso la soglia del tempio e chiamò l'uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba. 4Il Signore gli disse: «Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un TAU sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono». 5Agli altri disse, in modo che io sentissi: «Seguitelo attraverso la città e colpite! Il vostro occhio non perdoni, non abbiate misericordia. 6Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio: solo non toccate chi abbia il TAU in fronte; cominciate dal mio santuario!». Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio. 7Disse loro: «Profanate pure il santuario, riempite di cadaveri i cortili. Uscite!». Quelli uscirono e fecero strage nella città. 8Mentre essi facevano strage, io ero rimasto solo: mi gettai con la faccia a terra e gridai: «Ah! Signore Dio, sterminerai tu quanto è rimasto di Israele, rovesciando il tuo furore sopra Gerusalemme?».

9Mi disse: «L'iniquità di Israele e di Giuda è enorme, la terra è coperta di sangue, la città è piena di violenza. Infatti vanno dicendo: Il Signore ha abbandonato il paese: il Signore non vede. 10Ebbene, neppure il mio occhio avrà compassione e non userò misericordia: farò ricadere sul loro capo le loro opere». 11Ed ecco l'uomo vestito di lino, che aveva la borsa al fianco, fece questo rapporto: «Ho fatto come tu mi hai comandato».

Alla luce di ciò, notiamo che la tradizione cristiana  ha ereditato l'atto di segnare la croce sulla  fronte (con olio santo), nel rito della confermazione della Cresima:

https://it.cathopedia.org/wiki/Segno_della_croce

Il Cristianesimo inoltre ha paragonato l'uomo vestito di Lino con la borsa da scriba al Cristo o al Messia Gesù, come potete voi stessi verifica in rete o semplicemente cliccando sull' indirizzo di seguito:

https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/libri/pura-adorazione/riquadri/sospirano-soffrono-segno-colpite/

Tuttavia questo non è  l'unico caso isolato!

Vari testi rabbinici, come se la storia ciclicamente si ripetesse, narrano, prima della caduta del secondo Tempio, le vicende del rabbino Yochannan ben Zakkai, che oggettivamente sono del tutto simili a quelle dell'uomo vestito di Lino che troviamo in Ezichiele cap.9.

La fonte ebraica comparativa di riferimento la troviamo nel Talmud Bavli, trattato Ghittin, traduzione a cura di Ralph Anzarouth:

http://www.anzarouth.com/2008/08/talmud-ghittin-55-57.html?m=1



Altre fonti ebraiche alternative, attestano che Yokhannan ben Zakkai in realtà salvò, dall'assedio  dei romani, molte altre persone, come si evince da questo dialogo con Vespasiano:


Egli [Jochannan ben Zakkai] rispose: "Ti prego di lasciare il cancello occidentale che conduce a Lidda, 1 e tutti quelli che partono fino alla quarta ora saranno risparmiati".

http://www.insula.com.au/ahrel/ybzakkai.html#_ftn38


Inoltre analizzando le  Guerre Giudaiche di Flavio Giuseppe, emerge che Yochannan si mise ad ungere I suoi discepoli all'interno del Tempio di Gerusalemme, esattamente come l'uomo vestito di lino mandato dal Signore in Ez.9.

Se esaminiamo i dettagli del passo, Yochannan pare compiere quello che I cristiani chiamerebbero la prima forma rudimentale della Cresima, dove con l'olio, il fedele viene unto ( con il segno della croce o tau, sulla fronte):

Libro V:565 Pertanto egli [Giovanni] attinse il vino e l'olio santo, che i sacerdoti conservavano nel tempio interno per versarlo sugli olocausti, e lo distribuì alla sua banda, e quelli senza inorridire se ne unsero e ne bevvero.

Non finisce qui!

Yokhannan ben Zakkai stando al Talmud ( Gittin 56 a e b), ha incendiato il Tempio e con l'aiuto e il consenso del Signore lo ha distrutto:

Quanta differenza tra i peccatori ebrei e i profeti dei popoli del mondo! E la Beraita dice: disse Rabbi Elazàr: "Vedi quant'è grande la forza della vergogna! Perché [a causa di quell'umiliazione] il Santo, benedetto Egli sia, ha aiutato Bar Kamtza, ha distrutto la Sua casa ed ha bruciato il Suo palazzo!"


Troviamo lo stesso parallelo nell'Apocalisse Siriaca dinBaruc, dove al posto Yokhannan ben Zakkai troviamo un angelo ( possente ), che ordina e conduce l'incendio di Gerusalemme e del suo Tempio:

VI


[1] E fu l'indomani e, ecco, l'esercito dei Caldei circondò la città e a sera io, Baruc, abbandonai il popolo e uscii e stetti presso la quercia.

 [2] Ed ero addolorato per Sion e gemevo per la cattività che era venuta sul popolo [3] e, ecco, improvvisamente uno spirito di potenza mi innalzò e mi fece salire su, sopra il muro di Gerusalemme,

[4] e vidi. Ecco, quattro angeli

stavano ai quattro angoli della città, tenendo ciascuno nelle sue mani una fiaccola di fuoco.

[5]E un altro angelo scendeva dal cielo e disse loro: "Tenete le vostre fiaccole e non appiccate fuoco finché non ve (lo) dico.

[6] Sono stato mandato infatti per dire, prima, una parola alla

terra e trasmetterle quel che mi ha comandato il Signore Altissimo".

[7] E lo vidi scendere verso il santo dei santi e prese di lì il velo e l'efod santo e il propiziatorio e le due tavole e la

veste santa dei sacerdoti e il turibolo e le quarantotto pietre preziose che il sacerdote vestiva e tutti i santi vasi della tenda. [8] E disse alla terra a voce alta: "Terra, terra, terra: ascolta le parole del Dio potente e ricevi le cose che ti affido e custodiscile fino agli ultimi tempi, per

renderle, quando (ne) sarai comandata, affinché gli stranieri non se ne impadroniscano.

[9] E' giunto infatti il tempo in cui anche Gerusalemme sarà consegnata, per un (certo) tempo, finché non si dica: Torna di nuovo. Sii stabile per sempre".

[10] E la terra aprì la sua bocca e le

inghiottì.


VII


[1] E dopo ciò ho udito l'angelo dire agli angeli che tenevano le fiaccole: "Distruggete dunque e abbattete le sue mura fino alle fondamenta, perché gli avversari non si vantino e dicano: Noi abbiamo abbattuto il muro di Sion e abbiamo incendiato il luogo del Dio potente!

[2] Ma prenderete voi il luogo in cui prima stavo".


VIII


[1] Gli angeli fecero come comandò loro e, quando ebbero abbattuto gli angoli del muro, dopo che il muro era caduto, si udì una voce dall'interno del tempio, che diceva:

[2] "Entrate, avversari, e venite, nemici! Se ne è andato infatti colui che custodiva la casa".

[3] Ed io, Baruc (me ne) andai.

[4] E accadde dopo questo: l'esercito dei Caldei entrò e presero la casa e tutti i

suoi dintorni

[5] e fecero prigioniero il popolo e ne uccisero alcuni e incatenarono il re Sedecia

e lo mandarono dal re di Babilonia.

https://originidelcristianesimoprimitivo.blogspot.com/2019/11/apocalisse-siriaca-di-baruc-come-fonte-q.html?m=1

CONCLUSIONI

Le funzioni dell'Angelo possente di Dio che salva il suo popolino e punisce I peccatori attraverso la spada del nemico assediante, che troviamo durante la caduta del primo Tempio, le troviamo in Yokhannan ben Zakkai durante la caduta del secondo Tempio.

Come ultima morale, possiamo dedurre che chiunque abbia creduto in Yokhannan ben Zakkai è stato salvato, mentre gli altri, che si sono opposti a lui, sono morti per mano degli assedianti romani.

Se Gesù vuol dire Salvatore, Yokhannan ben Zakkai è senza ombra di dubbio l'Angelo custode e Salvatore del popolo ebraico. Semplicemente osservando questa piccola comparazione tra gli eventi accaduti tra la caduta del Primo Tempio e la caduta del secondo Tempio, riusciamo a capire da dove e da chi provengono, funzioni, aggettivi e dati che i Vangeli attribuiscono a Gesù.


domenica 23 agosto 2020

SIMONE DETTO PIETRO E IL NUMERO DEI SUOI SEGUACI

 Nel Recognitiones Pseudo Clementine esiste un dialogo tra Zaccheo ( Zakkai) e il “pescatore di uomini” Simone il bariona (1) detto anche Pietro, dove sostanzialmente si attesta che furono 10000 I seguaci che si unirono a Pietro e che successivamente lo seguiranno, abbandonando le loro rispettive famiglie, a Gerusalemme.

Nel passo è Simone detto Pietro che parla rivolgendosi a Zaccheo ( Zakkai ):


Capitolo LXXII. — Più di diecimila battezzati.


“Nel frattempo rimarrò con te tre mesi, come ho promesso. Siate costanti nell'udire il

parola; e alla fine di quel tempo, se qualcuno è in grado e disposto a seguirci, può farlo, se necessario

lo ammetterò. E quando dico se il dovere lo ammetterà, intendo che nessuno alla sua partenza deve rattristarsi chiunque non dovrebbe essere rattristato, come lasciando i genitori che non dovrebbero essere lasciati o un fedele moglie o qualsiasi altra persona a cui è destinato a consolarsi per l'amor di Dio. "Nel frattempo, contestando e insegnando giorno per giorno, ha riempito il tempo nominato con il lavoro di insegnamento; e quando arrivò il giorno della festa, furono battezzati oltre diecimila.


DIECIMILA QUINDI FURONO I BATTEZZATI NELLA CHIESA DI ZACCHEO (ZAKKAI) DI CESAREA, PRONTI A PARTIRE CON SIMONE DETTO PIETRO.


Lo storico Giuseppe Flavio in Guerre Giudaiche non parla mai dei cristiani, tuttavia poteva non aver notato  il nostro “pescatore di uomini” Simone detto Pietro,  con 10000 uomini al seguito?


In Guerre Giudaiche viene attestato:


Libro V:248 - 6, 1. Nella città [ di Gerusalemme] il numero dei combattenti e dei rivoluzionari agli ordini di Simone era di diecimila, a parte gli Idumei, con cinquanta capitani e lui come capo supremo.


NOTE


1) Matteo (16,17) adopera l'inusuale espressione Σίμων Βαριωνᾶ (trasl. Sìmōn Barhiōnâ, erroneamente tradotto come figlio di Iona. Secondo il Talmud Gittin 56 a e b i barionim erano guidati da Abba Sikara ( il padre dei Sicari), che era il nipote di Yokhannan ben Zakkai ( Zaccheo). Secondo lo storico Flavio Giuseppe costui era Simone bar giora e divenne a Gerusalemme il capo assoluto dei Sicari e degli Idumei.

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lunedì 10 agosto 2020

VADE RETRO SATANA: L'ANTICRISTO SIMONE DETTO PIETRO


I Vangeli attestano che fu proprio Pietro a rinnegare il Cristo dopo la sua cattura e ad opporsi al suo disegno divino!

Arriva ad una opposizione tale nei confronti del Cristo, che gli stessi evangelisti chiamano Satana ( l'oppositore, l'anticristo) Simone detto Pietro!

https://it.wikipedia.org/wiki/Vade_retro_Satana

Anche il Talmud ( Gittin 56 a e b), associa il serpente (Satana) ai Barionim guidati da Abba Sikra e cioè dallo storico Simone di Ghiora, nipote di Yokhannan ben Zakkai ( lo storico Giovanni di Giscala).

Il passo in questione è tratto da un dialogo tra Vespasiano e Yokhannan ben Zakkai:

"E riguardo alla tua domanda, visto che sei un re, come mai io non sia venuto a trovarti prima d'ora, [il motivo è che] i Birionim che si trovano tra di noi non ci lasciano." [Vespasiano gli rispose]: "Se c'è un barile di miele, con un serpente avvinghiato ad esso, non si sarebbe disposti a rompere il barile per [uccidere] il serpente?" Tacque. 

Nel Talmud Yokhannan ben Zakkai compie tutte le cose che i Vangeli attribuiscono a Gesù ( es. predice la caduta del Tempio, blocca i riti sacrificali, è la causa  della caduta di Tempio di Gerusalemme ecc...) e nel passo appena citato si sottolinea che fu proprio Simone il capo dei barionim, IL SERPENTE, ad opporsi alla realizzazione dei suoi progetti,tra questi, farsi re a Gerusalemme e accettare le condizioni di resa concesse più volte dai romani.

Tutto ciò viene ribadito dallo storico Giuseppe Flavio in Guerre Giudaiche:

Libro IV:573 Ma il Dio sconvolse le loro menti ed essi pensarono di ricorrere a un rimedio peggiore del male; 

infatti per liberarsi di Giovanni decisero di far entrare Simone, cioè di attirarsi un secondo padrone, e per di più sollecitandolo con le preghiere. 

Libro IV:574 La decisione venne eseguita e il sommo sacerdote Mattia fu inviato a pregare quel Simone, che tanto avevano temuto, di voler entrare in città. Unirono le loro insistenze anche tutti quelli che erano stati costretti a fuggire da Gerusalemme per gli Zeloti e che desideravano di recuperare case e averi. 

Libro IV:575 Simone acconsentì con grande degnazione di far loro da padrone e fece il suo ingresso come per liberare la città dagli Zeloti, acclamato dal popolo quale salvatore e protettore; 

Libro IV:576 ma quando fu dentro col suo esercito non pensò che al suo potere, considerando quelli che l'avevano invocato non meno nemici di coloro contro cui era stato invocato. 

Libro IV:577 - 9, 12. Così il mese di Xanthico del terzo anno di guerra Simone si fece signore di Gerusalemme 

mentre Giovanni e la banda degli Zeloti, impediti di uscire dal tempio e perduto tutto ciò che avevano in città e che era stato immediatamente saccheggiato dagli uomini di Simone, cominciavano a disperare della loro sorte. 

Libro IV:578 Con l'aiuto del popolo Simone diede l'assalto al tempio, ma gli avversari, dispostisi sui portici e dietro le merlature, respinsero gli attacchi.


Simone il bariona finisce per essere giustiato al posto di Giovanni a Roma e fu incarcerato nel carcere Mamertino, dove la tradizione Cattolica vuole Pietro:



Ma come un etichetta dietro ad un maglione che ne determina la sua provenienza, anche il carcere Mamertino ha una sua etichetta che testimonia la provenienza o l'origine di Simone detto Pietro, che altro non era che Simone di Giora il nipote di Giovanni, quell'uomo che stando agli ebrei, compì tutte le cose che i vangeli attribuiscono a Gesù:





domenica 12 luglio 2020

L'AUTORE DELLE PROFEZIE DI GIOVANNI E DI GESÙ SECONDO LE SCRITTURE EBRAICHE

In questo studio vediamo, secondo le scritture ebraiche, Yokhannan ben Zakkai profetizzare e compiere tutto quello che nel Nuovo Testamento viene attribuito a Giovanni figlio di Zaccaria ( detto il battista) e Gesù.

Avot D'Rabbi Natan 4: 5

Ecco, dice: "Poiché desidero il bene, non il sacrificio; L'obbedienza a Dio, piuttosto che bruciata offerte "(Osea 6: 6). Fin dall'inizio, il mondo è stato creato solo con gentilezza, come dice:" Dichiaro, "Il tuo amore costante è confermato per sempre; là nei cieli stabilisci la tua fedeltà". (Salmi 89: 3). Una volta, il rabban Yochanan ben Zakkai era fuori a Gerusalemme e il rabbino Joshua stava camminando dietro di lui e vide che il tempio era stato distrutto. Disse: "Guai a noi per ciò che fu distrutto! Il luogo che espiò tutti i peccati di Israele. Il rabbano Yochanan ben Zakkai gli disse:" Figlio mio, non essere rattristato. Abbiamo una forma di espiazione simile a quella, e quale è? Atti di amorevole benignità ( Gemilut Chasadim), come dice: "Poiché desidero la bontà, non il sacrificio; L'obbedienza a Dio, piuttosto che le offerte bruciate" (Osea 6: 6), e non i sacrifici ... e quali atti di gentilezza sono questi? Quelli di preparare una sposa e la rallegra, accompagnare i morti, dare i soldi ai poveri e pregare tre volte al giorno.

IN MATTEO CAP. 12, TROVIAMO LO STESSO CONTENUTO DI OSEA PROFERITO DA YOKHANNAN BEN ZAKKAI, MA VIENE MESSO IN BOCCA A GESÙ:

-6Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. 7Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa.

Sostanzialmente il messaggio è anche pressoché simile a quello di Giovanni il Battista, infatti egli invitava il suo popolino al suo battessimo di conversione per poi conseguire ad una condotta di vita migliore, senza l'ausilio dei sacrifici per ottenere il perdono dei peccati.

GIOVANNI PROFETIZZA LA VENUTA DEL MESSIA

Secondo i Vangeli, poco prima di morire, Giovanni profetizzò l'avvento del Messia di nome Gesù, tuttavia nelle scritture ebraiche invece, risulta che fu sempre Yokhannan ben Zakkai a profetizzare la venuta del Messia, infatti le sue ultime parole furono:
"Metti le navi fuori di casa, affinché non diventino impure, e prepari un trono per Ezechia, il re di Giuda, che sta arrivando".

Con questo riferimento enigmatico a Ezechia, Jokhannan intendeva chiaramente l'avvento del Messia, a cui stava pensando nei suoi ultimi momenti.

Per l'ebraismo era Ezechia il Messia tanto atteso, cosa che i Cristiani sapevano benissimo a tal punto da inventarsi l'Ascensione d'Isaia per insabbiare questa verità.
Infatti in quest'opera si parla delle visioni del profeta Isaia, che un giorno decise di raccontarle al re Ezechia.
In queste profezie Isaia spiegò al re Ezechia che un giorno sarebbe venuto un Messia di nome Gesù, per compiere in sostanza la redenzione finale profetizzata dalle scritture.
Sia ben chiaro che Ezechia, come  ci aspetterebbe da un Messia, riuscì in vita a respingere con l'aiuto di Dio l'assedio degli Assiri, ma con l'Ascensione d'Isaia i cristiani cercarono d'Insabbiare il ritorno del re Messia Ezechia, sostituendolo con ( il fake ) Gesù.

LA PROFEZIA DELLA CADUTA DEL TEMPIO

Da questo momento in poi le scritture ebraiche attestano che fu sempre Yokhannan ben Zakkai a compiere sostanzialmente quello che il Nuovo Testamento attribuisce a Gesù:

Soncino Talmud

"I nostri rabbini insegnavano: Durante gli ultimi quarant'anni prima della distruzione del Tempio .. le porte degli Hekal si aprivano da sole, finché R. Johanan B. Zakkai li rimproverava dicendo: Hekal, Hekal, perché vuoi allarmarci (Predichi la tua stessa distruzione)? So di te che sarai distrutto, perché Zaccaria ben Ido ha già profetato riguardo a te: apri le tue porte, o Libano, affinché il fuoco possa divorare i tuoi cedri "(Soncino Talmud, Seder Mo'ed, vol. III Toma, pagina 186).

Come potete notare la profezia fu fatta sotto Ponzio Pilato da Yokhannan ben Zakkai, in un periodo dove I vangeli attestano la fine di Giovanni il Battista e l'inizio della vita pubblica di Gesù.

Secondo le scritture ebraiche fu sempre Yokhannan ben Zakkai a causare la distruzione di Gerusalemme e del suo Tempio, compiendo di fatto la vendetta promessa da Gesù nei Vangeli e oltre a ciò risulta che abbia profetizzato l'incoronazione a re di Vespasiano.

Nel Talmud Gittin 56 a e b inoltre viene attestato che anche Yokhannan ben Zakkai bloccò I riti sacrificali nel Tempio, morì in apparenza per poi risorgere e appaiono suoi discepoli e amici persone che nel Nuovo Testamento risultano discepoli e amici di Gesù ( i Gamaliel , Nicodemo, Lazzaro ben Hircanus, Anania ben Dosa, Onkelos detto anche Aquila…).

NOTE

Alcuni contenuti sono tratti dal sito www.anzarouth.com : Talmud Bavli, trattato Ghittin, traduzione a cura di Ralph Anzarouth

http://www.anzarouth.com/2008/08/talmud-ghittin-55-57.html

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